• Autorimessa FIAT Bardini

    1958-59, Siena

History

Lo Studio Borgogni Architetti esiste dal 1955, anno di inizio dell’attività professionale di Lorenzo, laureato con il massimo dei voti all’Università di Firenze, con professori del calibro di Ludovico Quaroni e Giovanni Michelucci.

Un’attività intensa ed appassionata che si svilupperà con grandi soddisfazioni ed opere di rilievo dalla fine degli anni ’50 agli anni ‘80 e ’90 per proseguire con il figlio Luca, con la figlia Lucia e dal 2016 con il nipote Thomas, alla terza generazione di architetti.

Profile

Lorenzo Borgogni nasce a Chiusi, piccolo nodo ferroviario della provincia di Siena, l’8 / 8 / ’28, secondo di una famiglia di 8 figli. L’8 sarà un numero fortunato e spesso ricorrente nella sua vita.

Il babbo Alfredo, macchinista ferroviere, ai tempi in cui questo significava spalare carbone nella locomotiva a vapore, fatica non poco a sfamare la numerosa famiglia, tenuta insieme con grande autorità dalla mamma Annunziata.

Lorenzo è dotato di uno straordinario talento per il disegno e la pittura.

Fin dall’adolescenza si cimenta nella rappresentazione di paesaggi ed edifici storici della sua Siena, la città dove la famiglia ritorna dopo solo qualche mese dalla sua nascita.

I paesaggi, e gli acquarelli in particolar modo, sono di una straordinaria efficacia, supportati da una totale padronanza della tecnica, riescono a ricreare immagini tridimensionali, non meramente realistiche ma reinterpretate in chiave prospettica ed architettonica.

Il giovane Lorenzo si distingue fin da subito negli studi per la capacità straordinaria e la grande dedizione, iniziando a lavorare per mantenersi fin da adolescente e, anche con l’aiuto dei fratelli, potersi iscrivere all’università. Sarà infatti grazie all’aiuto del fratello maggiore Beppe, che darà tutti i risparmi per pagare l’iscrizione, che Lorenzo potrà frequentare la facoltà di architettura di Firenze. Siamo nell’immediato dopoguerra, l’Italia è ancora un paese da ricostruire e per proseguire negli studi è necessario avere i migliori voti e poter accedere alle borse di studio.

Lorenzo ha la fortuna di annoverare tra i suoi maestri professori del calibro di Ludovico Quaroni, Adalberto Libera, Pierluigi Nervi, Giovanni Michelucci, che molto influenzeranno la sua architettura.

Con grande impegno e dedizione si laurea nel 1955 distinguendosi con una tesi in Urbanistica e Composizione sulla viabilità e i parcheggi a Siena. Precorrendo i tempi di trent’anni progetta nuove vie di accesso con tratti in galleria e raccordi ai parcheggi interrati nelle immediate adiacenze del centro storico. Con l’amico Giuseppe Cigni, elabora un progetto per la trasformazione dello stadio di calcio del Rastrello, Artemio Franchi, in parcheggio interrato e parco, ipotizzando lo spostamento dello stadio al di fuori del centro urbano.

Le stesse idee saranno rielaborate e riproposte negli anni ’90.

La laurea in architettura arriva in un momento di grande boom economico, quando ancora Siena è quasi esclusivamente all’interno dell’antica cinta muraria medioevale.

Sarà un susseguirsi di incarichi e realizzazioni importanti, dalle abitazioni monofamiliari agli edifici multipiano, dai primi piani regolatori per il Chianti, agli edifici sportivi e di culto, con cantieri aperti dalla Liguria a Lazio.

Dal piccolo studio, con affaccio sulla piazza del Campo, partono i progetti elaborati sempre con grande slancio ed entusiasmo, senza incertezze o ripensamenti.

Distinguibilità, coerenza, esplorazione di soluzioni innovative, sono gli elementi essenziali di un’architettura organica e razionalista, dai forti influssi di grandi maestri quali Terragni, Le Corbusier e Frank Lloyd Wright.

Tra le opere di maggior spicco il “dodecaedro”, primo palazzetto dello sport della Mens Sana, l’autorimessa Fiat Bardini, avveniristico edificio con tratti Mendelsoniani, la Villa di Domenico Modugno sulla Via Appia Antica a Roma, la fabbrica del Panforte Pepi alle Fornacelle, il recupero di un’ intero isolato nel centro urbano di Sarzana, il primo piano regolatore per Principina a Mare, sulla costa della Maremma, il progetto di recupero di Porto Ercole e Cala Galera, il primo studio di fattibilità di Punta Ala, la villa di Belriguardo per l’amico Danilo Nannini, la fabbrica Bieffe a Calenzano, il restauro del Palazzo Cervini a Montepulciano, la sede storica ed il museo della Nobile Contrada del Bruco, realizzata con l’apporto generoso e incondizionato di tutto il popolo della contrada,  e molti altri. 

La vena artistica dell’architetto Lorenzo è spesso affiancata dalla collaborazione con Piero Sadun che con le sue opere astratte ed i suoi progetti di arredo ha costituito il logico completamento a molte realizzazioni residenziali.

Gli stretti rapporti professionali e di amicizia sia con Cesare Brandi, padre della moderna teoria del restauro che con Enzo Carli, noto storico dell’arte, ne hanno influenzato i numerosi interventi nel campo del restauro e del recupero.

Nel 1970 è colpito da un grave tumore al cervello che lo costringerà a ritirarsi dalla professione per circa un anno.

Grazie al supporto forte e continuo della moglie Carla riprenderà l’attività professionale rifondando lo studio trasferito nella nuova sede di Via Stalloreggi a completamento del restauro dell’intero palazzo, e, nonostante un evidente rallentamento impresso al settore dalla crisi economica degli anni settanta, riuscirà a portare a termine altre opere tra le quali la Chiesa di Vico Alto, e interventi di restauro nelle sedi delle contrade dell’Onda, Aquila e Pantera.

Le ultime opere, tra le quali il restauro del Campanile di San Domenico a Siena, ed alcune filiali per la Banca Monte dei Paschi di Siena, saranno progettate e realizzate con la collaborazione del figlio Luca.

Il 3 maggio del 1996 viene nuovamente operato per un tumore al cervello, esattamente nella stessa posizione di 26 anni prima. L’operazione riesce ma a causa di complicazioni non recupererà mai totalmente. Si spenge, dopo 8 lunghi anni di sofferenze, il 26 Agosto 2004.

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